Marcelo Burlon

Il film

Un film, in questo caso un documentario, può riuscire a spalancare porte chiuse a doppia mandata da tempo. Il mondo della moda vive da sempre di poca sincerità, di un lustro patinato lontano dalla realtà, nutrendosi di finzione, di felicità riprodotta artificialmente, di fenomeni che scoppiano all’improvviso e altrettanto all’improvviso spariscono.
Per quanto sia stata raccontata in film molte volte, la moda rimane qualcosa di misterioso che sembra ruotare intorno alle eccentriche personalità di stilisti onniscenti, a schizofrenie dell’ultimo minuto, a economie esorbitanti. La moda è un paradosso che scatena grande interesse o totale repulsione.

Abbiamo scelto di raccontare la moda di oggi guardandola attraverso gli occhi di un personaggio fuori del sistema, totalmente sincero e chiaro: Marcelo Burlon.

Marcelo viene dal centro della Patagonia, uno dei posti più isolati del mondo, da una famiglia italo-libanese che negli anni Novanta decide di tentare un’emigrazione al contrario, tornando in Italia, e qui incontra la povertà.

Oggi Burlon è a capo di una holding che fattura quasi 100 milioni di Euro e produce, oltre al proprio, altri 6 marchi. È il rappresentante di una nuova generazione di direttori creativi che hanno ottenuto un successo esplosivo grazie ai social e a brillanti intuizioni che niente hanno a che vedere con il saper fare vestiti ma piuttosto con la capacità di saper parlare all’utente finale. Ma è anche la dimostrazione vivente di quanto l’Italia possa essere una land of opportunities per chi è in grado di capire e usare i meccanismi e il linguaggio del contemporaneo.

Il film non è solo il racconto della vita di Marcelo Burlon ma anche della sua unicità all’interno di un sistema, quello della moda, che si sta impoverendo perché non è più capace di parlare al proprio utente finale, che non è più una voce ascoltata nel dibattito estetico ma serve solo a nutrire i giornali di gossip e a decretare la definitiva vincita dei social network sopra ogni altra forma di comunicazione.

Ideazione e produzione

Per girare il film da 85 minuti e montarlo abbiamo impiegato circa 1 anno e mezzo, seguendo Marcelo in Patagonia, a Napoli, a Parigi e nelle Marche.È stata necessaria un’approfondita fase di ricerca preliminare per collocare la storia di Marcelo nel contesto storico esatto e una altrettanto profonda fase di analisi di footage di archivio che raccontassero il suo passato.
Il film ha avuto una distribuzione nelle sale cinematografiche ed è ora disponibile sulle maggiori piattaforme digitali.

Crediti
Regia Mattia Colombo
Sceneggiatura Andrea Batilla
Direzione della fotografia Jacopo Loiodice
Musica Luca Fois
Montaggio Claudio Bonafede
Produzione Labà – Silvia Ardini/Cristina Marchetti

Marco Rambaldi

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