Moda

Ecco perché ho scritto Instant Moda

Instant Moda è un libro che da molte risposte sulla storia della moda. Ma scatena anche molte domande.

8 Dicembre 2019 - di Andrea Batilla

Quando circa un anno fa l’editore Gribaudo mi ha chiesto di scrivere una storia della moda ho accettato al volo pensando che:

A – Sarebbe stato un gioco da ragazzi

B – Avrei scritto l’opera del secolo

Instant Moda è uscito il 21 Novembre del 2019 ed è stata in assoluto la cosa più difficile che ho fatto nella mia vita oltre ad avermi dato la chiara percezione che per anche solo avvicinarmi all’idea di poter scrivere qualcosa di conclusivo sulla moda avrei avuto bisogno di ben più di un anno e 400.000 battute. Forse un’altra vita.

Siamo quasi nel 2020 e il problema fondamentale è che per alcuni la moda è Chiara Ferragni (contro la quale, detto per inciso, non ho assolutamente niente), per altri è Giorgio Armani, per altri è Balenciaga, per molti è morta e sepolta mentre per un folto gruppo rimane un’ossessione compulsiva all’acquisto. Generalizzare è sempre noioso ma non si può certo dire che oggi la percezione media della moda sia positiva né che la moda stessa faccia granché per fare comprendere che è prima di tutto un fenomeno culturale con gigantesche implicazioni sociali ed economiche.

C’è poi un’altra annosa questione: chiunque crede di poter avere un opinione (e di poterla esprimere liberamente) su come gli altri si vestono, sul lavoro degli stilisti, sulle strategie dei brand, credendo che basti avere un minimo di gusto (o anche nessuno) per poter esprimere giudizi definitivi sull’ultima collezione di Gucci, per esempio.

Oltre a ciò, in Italia, in maniera incredibilmente colpevole, tutte le istituzioni hanno abbandonato la moda a sé stessa e ne hanno impedito la penetrazione nel dibattito culturale come è successo per quasi tutte le altri arti applicate.

Per queste e per molte altre ragioni il libro nasce da un sentimento di profonda frustrazione e insoddisfazione che però ho cercato di trasformare in qualcosa di molto vicino all’insegnamento, attività che pratico da molto e che amo.

Instant Moda è innanzitutto un manuale da leggere come si legge un manuale: con l’idea di imparare. E per quanto io non sia uno storico né abbia alcuna laurea ho cercato di riassumere con le parole più comprensibili possibile quanto già detto da altri a volte in ambiti troppo accademici, a volte con linguaggi poco comprensibili e a volte semplicemente in un’altra lingua.

L’ho fatto esattamente con l’idea di insegnare, anzi di educare alla cultura della moda che non solo ha una storicità e una profondità riconosciute ma rappresenta anche una delle narrazioni più entusiasmanti perché piena di personaggi geniali, intrecciata con ogni tipo di cambiamento sociale, politico ed economico e soprattutto portatrice di istanze di rinnovamento continue.

Nel libro ci sono molte trame e molte sottotrame. Due in particolare sono quelle che mi interessano di più.

La prima è il circoscrivere in un ambito sociale il lavoro degli stilisti o la nascita delle subculture legate alla moda in maniera da dare una spiegazione logica ad accadimenti che altrimenti sembrano solo esplosioni creative di menti geniali. Dior, per citarne uno, era l’uomo giusto al momento giusto scelto dal magnate del tessile Marcel Boussac per risollevare l’agonizzante industria manifatturiera francese post bellica. La sua estetica nasce con l’idea precisa di rivolgersi all’unico mercato emerso intatto dalla Seconda Guerra mondiale, quello americano, e con l’idea di riportare la donna ad un ruolo passivo e decorativo rispetto a quello fattivo e centrale che aveva avuto durante la guerra.

La seconda traccia narrativa è quella di rimettere in primo piano le figure femminili, da Madeleine Vionnet a Rosa Genoni, alcune delle quali tristemente poco note, e attribuirgli il valore storico che in effetti hanno avuto ma che i loro nomi non sono riusciti mantenere a causa principalmente delle esigenze del mercato. Se un marchio non esiste più anche l’interesse degli studiosi scema fino a scomparire definitivamente.

In generale quindi Instant Moda è un tentativo di avvicinare il più grande pubblico possibile alla cultura della moda e di sollecitarne la discussione e le iniziative.

Viviamo in un paese in cui il tessile abbigliamento è uno dei più importanti settori da un punto di vista di fatturato ma per il quale nessuno è mai riuscito a creare un vero museo della moda.

Qui potete comprarlo.

Qui potete leggere il bellissimo articolo di Jacopo Bedussi su Rivista Studio

Qui potete leggere l’altro bellissimo articolo di Margherita Malaguti su MF Fashion

 








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